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mercoledì 22 agosto 2007

Musica e danze Naxi



"Each of the different kinds of barbarians has its own songs and leaping song dances"


Guan Xuexuan, "Lijiang Fu Zhilüe" 1991 [1743]: 208


I brani linkati in questo articolo, disponibili solo nella versione Online di Chabuduo, sono tratti dalle tracce del Cd "Echoes of History Naxi Music in Modern China", di Helen Rees, contenuto nel libro omonimo edito dalla Oxford University Press - 2000, citato a piè articolo. Desidero ringraziare profondamente la gentilissima Helen e la Oxford University Press per aver acconsentito all'utilizzo ed alla fruizione dei brani in questione. Ulteriore ed altrettanto accorato ringraziamento a Mr. Antony Smith, Business Director della Nimbus Record L.T.D. ( www.wyastone.co.uk ) per l'interesse dimostrato nei confronti della mia ricerca sulla musica Naxi e dei miei studi sulla cultura Naxi - Dongba, ed in questo particolare caso per aver cortesemente provveduto ad una licenza gratuita per VICINA acconsentendo e garantendo i diritti alla riproduzione parziale di alcune delle tracce del Cd omonimo al libro della Rees "Echoes of History"

Lijiang ha da sempre offerto uno splendido e variegato paesaggio musicale creato attraverso l'interazione di una moltitudine di realtà e di fattori etnici, religiosi, economici, politici, tecnologici.

Nell'area di Lijiang vi è una costante verità, valida oggigiorno come da secoli: poli diversi di due realtà distinte quali l'etnia e cultura Naxi e la cinesizzazione della regione si interscambiano in un continuum visibile già dalla convivenza dei remoti villaggi Naxi montani alla città di Dayan, e dalle zone rurali di Lijiang in cui si interseca e penetra il fiume Jinsha.

In questo setting ambientale vi è la convivenza di due gruppi sociali principali, Naxi e Han, e la coesistenza di altre realtà etniche minori, convivenza che generò e ancora oggi mantiene legami ed influenze visibili, ad esempio, nella produzione letteraria popolare di leggende e storielle in cui è evidente quanto "le minoranze etniche [...] sono più o meno tutte in contatto con le minoranze vicine, così come con gli Han" (Mc Khann 1997:2).

L'importanza dei contatti e delle influenze interetniche è assolutamente evidente anche negli studi cinesi di musicologia, ed in questo caso particolare, sebbene vi sia stata nella storia una certa tendenza degli storici musicologi cinesi a parlare in termini pacati e discreti circa le minoranze etniche Naxi, Pumi e Lisu, da sempre per questa regione è stato riconosciuta la peculiarità della produzione musicale come risultato di questo processo di permeabilità ed interazione fra contatti e produzioni artistiche interetniche (Shi Xiao 1985; Liang Yu 1986).

Per quanto sia conveniente suddividere i tipi musicali tra i principali prodotti secondo un'appartenenza etnica, l'importanza delle influenze interetniche non deve essere assolutamente dimenticata per un così peculiare frammento sud occidentale di Cina.

La musica Naxi


I Dongba interpretano la musica come un importantissimo strumento utilizzabile per tre scopi. Nel primo caso essa è utilizzabile per rendere piacere allo spirito degli esecutori ed alle persone del pubblico e dunque vengono eseguiti concerti in cui né gli esecutori dei brani né la platea sono impegnate in lunghe cerimonie; per la pacificazione con gli spiriti; per l'espulsione dei demoni.

" le persone credono che quando un Dongba canta i manoscritti, la sua voce deve risultare intonata e piacevole per accattivare l'attenzione degli spiriti in cielo, degli antenati defunti, degli uomini sulla terra e dei fantasmi nell'aldilà. Solo allora i riti saranno portatori di benefici" (Yang Zenglie 1993: 104)

Il repertorio musicale Dongba raccoglie quindi circa 30 tipi di melodie, i toni con cui venivano cantate le scritture sciamaniche, con le dovute variazioni regionali.

All'interno di questo primo tipo musicale, secondo il musicologo naxi Sangue Nuowa, si possono identificare con certezza 5 ulteirori diverse tradizioni Dongba regionali con repertorio melodico distinto:

1. Baoshan della regione a nordest di Lijiang,

2. Baidi dell'area di Sanba nella regione di Zhongdian,

3. Baisha dall'area di Lijiang intorno alla città di Dayan,

4. Tai'an/Ludian dalla regione centrale e nordoccidentale di Lijiang,

5. Yongning dalla tradizione Mosuo daba nella regione del paese di Ninglang che si diversifica dalla tradizione Dongba di Lijiang in quanto non possiede scritture ma tramanda oralmente il proprio repertorio.

Secondo Sangue Nuowa (1993: 70 - 71) lo stile di Baisha dovrebbe essere quello più vicino ai canti folkloristici Naxi, mentre interpreta le tradizioni di Baoshan e di Baidi come fortemente influenzate dai canti Lamaisti delle comunità tibetane confinanti.

Quale melodia sia da applicare a quale scrittura, e quale sia la cerimonia opportuna sono scelte dovute alla situazione contingente, ed i criteri di scelta appartengono alla cultura ed alla religione Dongba, e vengono tramandate di generazione in generazione: alcune cerimonie richiedono solo una o due tipologie di melodia diverse, ma altre cerimonie possono richiederle 5 o 6 tipi.

A loro volta, questi tipi di canti, eseguiti dallo sciamano Dongba solista, dunque possono essere suddivisi in tre categorie (Yang Zenglie 1993: 105 - 112):

  • canti per invitare gli spiriti e gli antenati e per dedicar loro sacrifici dai toni rispettosi e dolci;

  • canti per sopprimere e scacciare i fantasmi ed i demoni dai toni più gravi, molto vigorosi nei ritmi ed aggressivi;

  • motivi per narrare lunge leggende, dal ritmo costante e dalle melodie ripetitive


La scrittura Dongba ha nel suo repertorio numerosi pittogrammi dedicati al canto, e dal loro studio appare ancora più chiaramente quanto il canto sia legato alla religione ed alla recitazione dei manoscritti.

2t'ei 2ee 2ch'u: leggere, recitare un manoscritto. Il pittogramma illustra un uomo seduto atto nello sfogliare un manoscritto Dongba e nel cantare. Il concetto di "lettura di un manoscritto Dongba non può essere interpretato come una lettura silenziosa dello stesso, poiché secondo la religione Dongba il canto dei manoscritti era parte imprescindibile ed essenziale per la riuscita di un rituale. La voce dello sciamano, durante la recitazione dei manoscritti e l'esecuzione dei rituali doveva essere suadente e piacevole per accattivare l'attenzione degli spiriti, dei demoni e degli antenati defunti.

2zer: cantare, più precisamente una donna che canta, questo si evince dall'acconciatura e dal copricapo peculiarità femminile



2zer: cantare. Questo pittogramma raffigura un uomo che cammina mentre canta. Il simbolo ndzĕr albero, raffigurato vicino alla bocca ed al cantato dell'uomo, è utilizzato come complemento fonetico per la sua omofonia con ndzĕr cantare. Questo pittogramma si incontra in molti manoscritti Dongba: vedi mss. 1091, 7020 il cui titolo è Mun ndzĕr ä lä dzhu; vedi anche J. Rock. "The Zhi mä Funeral Ceremony of the Na-Khi of Southwest China" in Studia Instituti Anthropos vol. IV - Vienna-Mödling, 1955 pp. 49 - 103

2ndzĕr: cantare ;

2ndzĕr o anche letto ndz: cantare, donna che canta




2ndzĕr 1hō: letteralmente traducibile in cantare a grande voce. Il primo simbolo ndzĕr albero è qui usato per il suo valore fonetico, omofono di ndzĕr cantare



2zer 2ts'o: tipo di canto popolare improvvisato tra ragazzi e ragazze, molto spesso basato ed ispirato su un elementi naturali simbolici e suggestivi. I ragazzi sono spesso personificati e rappresentati dalle api, e le ragazze dai fiori, oppure le ragazze dalla neve ed i ragazzi dal ramoscello di ginepro sul quale la neve attecchisce, e dunque sciogliendosi si perde ed entra in simbiosi con il Ginepro. Questo tipo di canto è poi eseguito durante i matrimoni e durante la sesta luna, in occasione della festa 2ssä 1ghügh la festa delle lanterne. Queste canzoni sono sempre basate sull'improvvisazione e sono colme di allegorie. Vedi J. Rock. "The 3Zhi 1mä Funeral Ceremony of the 1Na-2Khi of Southwest China" in Studia Instituti Anthropos vol. IV - Vienna-Mödling, 1955 pp. 11, 12



3ts'u: sospirare, lamentare, questa pronuncia è letteraria, il termine colloquiale Naxi viene detto nv gkü

La melodia che chiameremo inappropriatamente Lv ber Lv Raq (Rees 2000) appartiene a quest'ultima categoria (Sangue Nuowa 1993: 73): registrata nel 1989 è l'esecuzione cantata della parte introduttiva del manoscritto Lv Bber Lv 3raq (da cui la scelta del nome del brano), eseguita da He Yucai (a. k. a. He Shicheng, 1909, registrata c/o l'abitazione di Xuan Ke, città di Dayan, 9 Maggio 1989), un Dongba del villaggio di Zhulin, nel distretto di Lijiang presso il centro di Dadong.

Il significato del titolo potrebbe essere tradotto come " il gregge di pecore migra giù dalla montagna " (Nuowa), oppure "il bambino e la bambina del gregge delle pecore scendono" (1995: 30): questo manoscritto viene cantato quasi esclusivamente per la cerimonia Her La Leeq Keel sacrificio ai demoni del vento, cerimonia praticata dopo il suicidio rituale dei giovani amanti.

Il canto descrive che così come gli uccelli anche i Dongba migrano scendendo dalla montagna, ed esorta i più giovani ad emulare la longevità degli alberi e dell'acqua piuttosto che la caducità delle foglie e dei fiori e delle bolle d'acqua, e di rimanere in moto assieme ai fenomeni naturali come le stelle; questo canto da poi voce ad un padre che ammonisce il giovane figlio che si vive una sola vita, ed è voce di una madre che ricorda alla propria figlia che i fiori non possono sbocciare una seconda volta.

Il range della melodia comprende un'ottava, con 5 toni principali (approssimativamente do, re, mi, fa, do); il ritmo è ripetitivo sebbene non strettamente marcato e rispettato; sono pronunciate frequentemente sillabe prolungate, come note vibranti, caratteristica distintiva dei canti folkloristici Naxi.



I Dongba utilizzano nella loro orchestra una grande varietà di strumenti a percussione, come grandi e piccoli tamburi, gong, cimbali, campane, molti dei quali sono simili al repertorio Han ed hanno equivalenti nell'orchestra tibetana; per i Dongba hanno particolare importanza due tipi di tamburi ed una campana.



Il tamburo 2ddai 3k'e che coincide con il Tibetano dribu o dorje, strumento fatto di legno con due facce in pelle il cui diametro oscilla tra i 30 ed i 40 centimetri e spesso circa 15 centimetri.

I pittogrammi Dongba ne sono copia perfetta

2dshi 1ddv: grande tamburo, strumento religioso utilizzato sia dai sacerdoti Nda pa o 摩挲 Mo suo, sia dai Lama Bon di Nya rong.

Le mazze da tamburo curve in tibetani sono chiamate rnga lchang. Usati anche dai buddisti della Setta Gialla, ma da essi viene tenuto eretto da un lungo bastone.

La Setta gialla (Gelugpa) è una setta lamaista fondata da Tsongkhapa (1357-1419). Costui prese l'abito all'età di 8 anni, a 17 raggiunse il Tibet per studiare il Lamaismo, creando poi la setta religiosa al potere in Tibet. Visto che i membri portano abiti gialli, questa fu chiamata "Setta gialla". Tsongkhapa diede grandi contributi alla riforma della dottrina lamaista.

I Lama Bon, invece, legano il tamburo ad un palo conficcato nel terreno, come fanno i Nda pa di 水擰 Shui Ning. Cfr NNCRC pg. 268 nota 564; LALCN pp. 613, 617; ANKSWC tavola 222

2ddai 3k'e: tamburo;

2ddai 3k'e 3ddiu: bachetta per amburo;

2ddai 3k'e 1lai: suonare il tamburo

Esso è assicurato a 4 corde fissate all'intelaiatura lignea del tamburo e viene sostenuto da esse nella mano sinistra del percussionista.

Il piccolo tamburo 2Dai 2bber 2ler, anch'esso d'intelaiatura lignea e con due facce in pelle, di circa 15 cm di diametro, spesso circa 5 cm, impugnato grazi ad un bastone che s'innesta nell'intelaiatura lignea, e su 2 lati possiede due piccole cordicelle in pelle alla cui terminazione sono annodate: quando il tamburello viene ruotato a sinistra ed a destra dalla mano dello strumentista i nodi urtano la superficie in pelle come batacchi e producono il suono del tamburello.

L'iconografia Buddista è ricchissima di rappresentazioni di questo strumento musicale e anche il repertorio dei pittogrammi Dongba riporta molti simboli dedicati ai tamburi ed al loro utilizzo

2Dai 2bber 2ler: tamburo a mano, strumento rituale Dongba suonato durante le danze sciamaniche

2daw 1k'o: tamburo rituale Bön, tamburo dama ru utilizzato sia dagli sciamani Bön, sia dai Lama di varie sette. È l'equivalente del Tibetano tan rnga chhung: questo strumento tibetano è generalmente realizzato da due crani legati insieme con corde e con pelle. Lo strumento Naxi Dongba è invece realizzato in bambù, legato con corde e rivestito con una carta molto resistente. Cfr. NNCRC pg. 227 e nota 408.

Anche presso i Naxi, a volte la lettura dei pittogrammi è omofona del tibetano damaru

Anche in questo tamburo a mano vengono legate due corde alla sua intelaiatura alla cui sommità vengono annodate per creare i batacchi, inoltre al corpo centrale del tamburello viene fissata un impugnatura in bambù o in altro legno, oppure vengono applicate delle alette di stoffa utilizzate anch'esse come impugnatura.

I Naxi prediligono realizzare l'impugnatura in Bambù, mentre quelle fatte di stoffa sono molto più comuni tra i lama.

3zi (cinese panling) campana in ottone del diametro di circa 15 cm, dalla sezione così ampia che essa appare come un piatto o una scodella: attraverso una corda la campana viene tenuta nella mano sinistra e viene percossa da una piccola bacchetta lignea o metallica fissata al lato concavo tramite una cordicella di pelle quando il percussionista agita la mano con cui la impugna (Yang Zenglie 1993: 112 - 114).

Anche in questo caso sono attestati numerosi pittogrammi raffiguranti campane e piatti così come una ricchissima iconografia buddista:

tser ler o ngai mo mu: campana rituale di rame



ta her ler: campane rituali, queste campane sono legate da una corda e suonano urtandosi l'un l'altra



tsf: grande campana;

2er 1k'uai: cimballi

Alcune fotografie ritraggono i Dongba mentre danzano e tengono 2zer 3ler nella mano sinistra e 2Dai 2bber 2ler nella destra (Ge 1992);


a parte alcuni brani in cui la voce del Dongba è accompagnata dal suono di 2zer 3ler e/o 2Dai 2bber 2ler, il canto viene solitamente lasciato privo di base e gli strumenti sono utilizzati principalmente per accompagnare segmenti rituali danzati.

I Dongba inoltre ritengono importantissimi due ulteriori strumenti a fiato: il guscio di conchiglia 1fv 2zzei (cinese Hailuo hao), il corno di Yak 2bber 2k'o (cinese maoniu jiaohao).

Il dizionario di pittogrammi Dongba comprende sia alcune varianti grafiche dei due strumenti sia il loro utilizzo.



1fv 2zzei: conchiglia bianca, utilizzata come strumento musicale durante le cerimonie rituali Dongba.

1fv 2zzei 3mo: suonare una conchiglia, strumento utilizzato nei rituali Dongba, ritenuto dotato di poteri sovrannaturali



,  2bber 2k'o: corno;

2bber 2k'o 3mo: suonare il corno

Questi strumenti sono impiegati per suonare singole e lunghe note, mentre le percussioni scandiscono ritmi per due, tre o quattro battute.

La religione Dongba attribuisce a questi fiati poteri sovrannaturali, e dunque vi sono strette regole per il loro utilizzo, che stabiliscono con precisione quando e se possono essere suonati ed utilizzati dallo sciamano Dongba (Yang Zenglie 1993: 114 - 117; Ge 992: 70)

I pittogrammi Dongba rappresentano numerosi e differenti strumenti musicali, inclusi alcuni fiati ed alcuni strumenti a corde oggi sconosciuti agli stessi Dongba: intorno a questo fenomeno si è aperto un dibattito, in cui si specula che vi sia stata una grande varietà di strumenti che dovevano essere utilizzati in alcune cerimonie nel passato di cui si è persa traccia. Comunque sia andata la storia, la presenza di una così grande varietà di pittogrammi differenti attesta che nel passato i Naxi possedessero e suonassero una grande varietà di strumenti (Yang Dejun 1985: 438)

Infine, le partiture Dongba non descrivono musicalmente i motivi attraverso le note, ma sono dedicate alla coreografia (Yang, He ed He 1990; Ge 1992)

Ancora meno informazioni sono reperibili per la produzione musicale degli sciamani Sfinii, probabilmente perché le attività di questo tipo di stregoni venne interpretata come fengjian mixin "superstizioni feudali" piuttosto che come zongjiao religione, e dunque fortemente ostacolata e disapprovata dalla politica ufficiale del governo cinese.

Dunque la ricerca dedicata alla loro produzione musicale è molto difficoltosa, anche eseguendo studi locali, e quanto posseduto consiste nelle descrizioni di Joseph F. Rock circa la musica Sanii e l'inizio di uno dei loro rituali:

The [sainii] usually wear san ordinary long blue cotton gown, on his head a turban of red cloth, and on his back vari-colored paper flags wich are stuck in his girdle. Smaller paper flags are stuck in his turban. His attributes of office are a sword, a small flat gong, a large iron ring on wich smaller iron rings are suspended - these he shakes when he dances. Around his neck he wears a long mani, or rosary-like necklace of white beads made of the white conch [...].

A large barrel-like drum stretched with hide on one side lies on the ground horizontally, it is beaten by an attendant during ceremony [...].

Before a ceremony begins, which is always at night, the [sainii] is given a meal by the family who have called upon him to exorcise the demons who are troubling their house, or who have afflicted them with either illness or bad luck. A table is placed in the court of the house upon which is arranged a measure of wheat or rice in which incense sticks and papers are inserted.

The table is then moved toward the entrance of the court which faces the open door leading into the village street. The [sainii] first calls on Djia-ma, the personal god of the [sainii] [...]. He stands in an improvised chapel before painting of the Naxi god Sanduo...with gong in hand and begins to chant [...] an invitation to the local or mountain gods (1959: 798)

Il canto


I Naxi possiedono un grande repertorio di canzoni popolari in cui il più conosciuto è la melodia melismatica e dal ritmo libero che in lingua Naxi viene chiamata 3ggu 1qi, letteralmente traducibile in canzone, tralsitterato in guqi in Cinese.

Secondo la testimonianza di He Fengxiang (Suhue - Baisha, 1942) le parole cantante sulla melodia sono principalmente fatte sul momento, specialmente se dedicate all'amore o se inerenti al rimprovero verso una persona: 3ggu 1qi può essere sia cantata da un solista, sia come un dialogo canoro (Han duige) in cui due cantanti si alternano ognuno seguendo e rispondendo alle parole dell'altro interpretate poi dalla mimica e dalla gestualità appropriata...

Gli anziani istruiscono i giovani cantanti criticando e suggerendo la difficoltosa scelta delle parole utilizzate e la loro pronuncia esatta.

3ggu 1qi è un canto che può esprimere sia l'amore sia il rimprovero verso una persona, per realizzare propaganda politica, e per altri proponimenti.


In questo esempio di 3ggu 1qi He Fengxiang (1942, c/o abitazione di Zhang Kuiguang, città di Dayan - 20 Maggio 1992) canta la canzone popolare d'amore Bbai naiq bbaq jji huil l'incontro delle api e dei fiori: il testo della canzone racconta dei cortili di tre case in cui crescono altrettanti alberi e per ogni albero sbocciano tre fiori ed in ogni cortile si torva poi un alveare che ospita tre api, e dunque la coppia di 9 api e di 9 fiori s'incontrano; api ed i fiori sono rispettivamente metafora di giovani uomini e donne.

La melodia, caratterizzata da un'escursione inferiore ad un'ottava e da note prolungate e vibrate, ben rappresenta la tipologia 3ggu 1qi .

3ggu 1qi è dunque un esempio di "canto", ma il panorama di canzoni popolari Naxi è molto vasto, e comprende melodie dedicate al lavoro, lamenti funebri, canzoni di bambini, canti d'ispirazione momentanea.

In quest'ultimo genere d'ispirazione momentanea il cantante utilizza una melodia breve, appropriata alla sua età ed al genere del gruppo (kou cita 4 differenti melodie per bambini, bambine, anziani e giovani di entrambe i sessi) ed improvvisa il testo ispirando le proprie parole sul sentimento momentaneo (Kou Bangping 1984: 16 - 20; 1986: 71).

Joseph Rock, residente a Lijiang per la maggior parte del secondo quarto del XX secolo, rimase impressionato dal talento dei giovani cantanti nell'improvvisare bellissimi testi: " Their ability to keep up impromptu songs is often very remarkable [...]. When a group of boy travels together over the hills and through forest, it is by no means unusual for one to start singing extempore, while another boy will answer, and thus they will keep up improvising while wandering over their lovely country" (1939: 21).



Danze con accompagnamento cantato

Le origine delle danze Naxi è, come per la musica e per il canto (e come per ogni aspetto della cultura originaria Naxi) legato strettamente all'esecuzione dei riti di esorcismo, della cacciata dei demoni ed agli oroscopi, eredità culturale Bön da cui la religione Dongba trae origine.

La serie di pittogrammi qui di seguito riportati come esempio sono tutti riferiti a riti religiosi sciamanica

2ddo 3bbai 2c'o: danza Dongba, danza di uno sciamano Dongba che impugna la spada e la campana rituale nelle sue mani



2c'o: danzare;

2c'o 2k'o 1t'o 1zaw, 1wùa 2mä: danzare di fronte a coloro che discendono, per coloro si intende una coppia di giovani amanti che hanno commesso yu vu, rito di suicidio, solitamente per impiccagione. Questo pittogramma si riferisce ad una danza rituale eseguita in occasione di cerimonie dedicate ai suicidi rituali di giovani amanti

La danza appare anche come una delle caratteristiche di esseri sovrannaturali, dunque è di per se stessa carica di poteri magici:

1ndzī 3gkv 2c'o 3gkv: essere capace di volare, danzare e cantare. La creatura rappresentata nel pittogramma è un demone, dunque l'atto del cantare e del danzare sono per la tradizione Naxi Dongba carichi di poteri sovrannaturali

Oggigiorno sono sopravvissute una serie di danze folcloristiche, spesso accompagnate da canti, ed i partecipanti usano danzare e cantare contemporaneamente, spesso tenendosi per mano ed eseguendo danze di gruppo girando in cerchio verso destra.

Un esempio famoso nella regione di Lijiang è costituito dalla celebre canzone A li li; questo canto popolare è eseguito da cantanti e ballerini sconosciuti, è stata registrata nella piazza principale della nuova parte della città di Dayan durante la festa di celebrazione del nuovo anno, nella sera del 1 Gennaio 1992.

A li li deve le proprie radici da un canto Naxi originario della regione di Sanba del paese di Zhongdian: ogni versetto della canzone inizia le proprie parole con A li li, la melodia presenta alcune caratteristiche peculiari, quali l'escursione in una scala pentatonica, la struttura chiamata-risposta secondo la quale un primo cantante esegue alcune frasi, e dunque ad esse la platea risponde all'unisono.

Un ulteriore stile di danza famoso è il così detto 2O 2ssei 1ssei, conosciuto anche dalla sua traslitterazione in Cinese Worere o Rameico, praticato tra le comunità naxi site lungo la riva del fiume Jinsha: tradizionalmente cantata per le cerimonie funebri, è una canzone complessa, polifonica, in cui un coro maschile grida la sua parte, e dunque le femmine, in coro, che hanno da cantare una melodia totalmente differente da quella eseguita dei maschi, cantano la propria che sembra rifarsi al belato delle pecore (Kou Bangping 1984: 24 - 25; 1986: 72 - 73)

Le danze Naxi sembrano comunque essere state influenzate dalle danze di molti altri gruppi etnici limitrofi e non, inclusi i Tibetani, i Lisu e gli Yi (Zhang Yunqing 1983: 52)

Danze con accompagnamento strumentale



Nella tradizione Naxi vi sono molte danze accompagnate dai  flauti 2bbi 3li e dagli  organi a bocca ngail mo (cinese hulusheng).

, 2bbi 3li 3mu: suonare il faluto. Letteralmente traducibile con respirare (nel) flauto


1niai 2mo o 1ngail 2mo: organo a bocca.

1niai 2mo 3mu o 1ngail 2mo 3mu: suonare il 1niai 2mo. I flauti, generalmente fatti in bambù, sono di forma semplice e dritta, sia traversi che dritti, ma presentano una manifattura complessa: hanno una sorta di ostruzione nel canale dell'imboccatura che permette all'aria di arrivare al corpo del flauto e di passare lungo i sei fori equidistanti; alcuni di questi strumenti poi possiedono un ulteriore foro sotto il primo foro più prossimo all'imboccatura sul quale viene distesa una membrana, così come per il flauto traverso Han detto dizi.

L'organo a bocca è suonato come le armoniche occidentali, sia inalando che espirando, e consiste in un corpo centrale ricavato da una zucca in cui vengono inserite cinque canne di bambù, ognuna delle quali emette un suono quando viene otturato il foro aperto sul suo lato; le canne sono fissate al corpo centrale tramite cera. Se inoltre viene otturata la terminazione della canna inferiore, che sporge notevolmente dal corpo centrale dello strumento, è possibile produrre un ulteriore tono per ciascuna canna dello strumento.

A differenza del flauto 2bbi 3li, l'organo a bocca 1niai 2mo può emettere più suoni nello stesso momento, infatti molto spesso viene tenuto un suono di sottofondo (ostruendo cioè il foro relativo ad una delle canne) mentre si esegue contemporaneamente altre melodie (utilizzando le altre canne dello strumento).

In questo esempio di danza accompagnata dal suono di 1niai 2mo è possibile ascoltare uno dei brani usualmente eseguiti durante la  "festa del giorno di Maggio", brano registrato nella piazza principale della nuova area della città di Dayan nella sera del 1 Maggio 1992. Generalmente sia 2bbi 3li, sia 1niai 2mo sono strumenti artigianali prodotti localmente, e non vi è alcuna standardizzazione ufficiale tanto nella costruzione dello strumento e nella modalità d'apertura dei fori, quanto nelle tonalità e nei timbri che questi strumenti possono produrre: un detto popolare sostiene che vi siano 72 toni per i flauti e 72 per gli organi a bocca, così per indicare la grande varietà di questi strumenti e dei loro timbri.

Alcune indagini hanno permesso di evincere che sia possibile associare all'etnia Naxi alcuni toni peculiari, mentre altre diverse tonalità sono comuni nelle regioni circostanti a seconda dei gruppi etnici in questione (Yang Zenglie, 2 Maggio 1992 - intervista): ancora una volta è evidente quanto forte possa essere sia la localizzazione, sia la permeabilizzazione e l'interetnicità dei diversi gruppi e delle diverse nicchie sociali della regione.

Altri strumenti


Così come molte altre minoranze del sud ovest della Cina, anche i Naxi utilizzano una sorta di armonica a bocca detta 2gue 3gue (Jew's harp il cinese kouxian), che viene suonata da uomini e da donne e di cui possono essere distinte due principali varianti.

2gu 3gu, anche 2gue 3gue o 2wuo 1kwuo: strumento musicale suonato con la bocca, realizzato in bambù. È anche chiamato, più colloquialmente, 2k'a 2kwuo 1kwuo. Vedi Rock J. The Romance of K'a mä gyu mi gkyi in B.E.F.E.O. - Bolletin de l'École Française d'Extrême-Orient,- Hanoi, 1939 pp. 7 - 13 e tavole X, XI 2gu 3gu 2k'ai o anche  2gue 3gueq 2k'ai: suonare il 2gu 3gu o 2gue 3gue. Il pittogramma raffigura una donna, seduta, intenta a suonare il 2gu 3gu.

Lo stesso pitogramma ha anche la lettura 1kv: invitare gli dei, i Nāga, i demoni, significato che deriva dall'utilizzo dello strumento musicale durante le cerimonie religiose Dongba. Secondo la tradizione sciamanica Dongba sia la voce del sacerdote, sia i suoni degli strumenti musicali che accompagnavano od eseguivano come solisti parte del rituale, dovevano pacificare gli spiriti, accattivare la loro attenzione ed invitarne quindi la presenza, sia per riti propiziatori, sia per riti a carattere bonificatorio, in cui venivano scacciati demoni che, secondo la religione Dongba, erano responsabili di disturbi, malattie, sfortune, ecc...

Il termine Nāga è una parola sanscrita, tibetana a pali che indica una divinità ed una classe di divinità che prendono la forma di un grande serpente, comuni alla tradizione religiosa Hinduista e Buddista.

L'etimologia della parola probabilmente è da ricondurre al Sanscrito Nāgah cobra, ed alcuni contesti la parola può indicare il concetto di serpente in generale. Nella mitologia Induista e Vedica e nella tradizione orale risalente al V millennio a. C.i Nāga sono un'antica razza di uomini- serpenti (femminile Nasini); storie di Nāga fanno ancora parte della tradizione popolare di molte regioni a predominanza indù (India, Nepal, Bali) e Buddista (Sri Lanka, Sud Est Asiatico).

I Nāga sono particolarmente popolari nel Sud dell'India, dove si crede che donino fertilità ai loro fedeli. Secondo leggende indù, sono servi di Veruna, dio vecchio delle tempeste, e si dividono in Manasa, Mucilinda Shesha e Vasuki.

I Nāga vivono nel Patala, il settimo regno degli Inferi, e sono discendenti di Kashyapa e Kadru, nemici acerrimi dei Garuda, una razza divina di aquile.

Come accennato precedentemente la parola Nāga deriva dalla radice sanscrita nag - serpente, e questa radice nelle sue varianti nak o nakh sembra essere imparentata con il semita nachash.

Sono considerati spiriti della natura, protettori di fonti, pozzi e fiumi, protatori di pioggia e quindi di fertilità, ma anche di disastri come inondazioni ed alluvioni. Secondo alcune leggende diventano pericolosi quando gli esseri umani danneggiano l'ambiente o mancano loro di rispetto, e vista la loro affinità con l'acqua, la tradizione vuole che essi nascondano gli ingressi verso le loro città sotterranee in fondo ai pozzi ai laghi ed ai fiumi profondi. I Nāga custodiscono l'elisir della lunga vita e dell'immortalità Amirta: secondo la tradizione, quando gli dei stavano distribuendo la vita tra le creature, i Nāga riuscirono a rubarne una coppa; gli dei recuperarono la coppa, ma facendolo versarono parte del suo contenuto in terra. I Nāga lo leccarono dal terreno, e così si tagliarono la lingua, che da allora divenne biforcuta

Il primo tipo consiste in tre strisce di bambù con un ancia intagliata in ciascuna delle fasce: queste strisce sono tenute insieme tra il pollice ed il dito indice della mano sinistra e vengono sistemate parallelamente appena di fronte alla bocca; le terminazioni sporgono dalla destra della bocca e sono pizzicate dalle dita indice e medio della mano destra.

Il secondo tipo di 2gue 3gue è invece costituito da una singola fasciolina di bambù, anch'esso con un‘ancia intagliata, e dotato di due cordicelle fissate a ciascuna estremità dello strumento: una di queste veniva assicurata attorno alle dita e l'altra veniva tesa così da suscitare le vibrazioni assieme all'ancia.

In entrambe le tipologie di 2gue 3gueq è possibile modificare il tono ed il timbro dei suoni modificando la forma della bocca che agisce da cassa di risonanza.

L'abilità dei suonatori di 2gue 3gueq è elevatissima, tanto che si dice siano capaci di "parlare" con il 2gue 3gueq ...ossia essi sono capaci di riprodurre i suoni delle vocali e delle consonanti e gli stessi toni del linguaggio Naxi (Ying & Sun 1988: 82; Catlin 1986: 15; Rock 1939: 8).



Secondo la tradizione Naxi questo strumento è particolarmente rinomato per la sua dolcezza e dunque poteva ben essere utilizzato per eseguire motivi d'amore e serenate, così come riporta Goullart nella descrizione della storia di Kamegamiki, in cui la ragazza usa il gue gueq per dissuadere il proprio giovane amante dal patto di suicidio (Goullart 1957: 182, 183):


"The idea of a suicide pact, it seems, had been established centuries ago by a Nakhi girl, named Kamegamiki, as the only way out of her entanglement with a handsome boy. She was to be married to a wealthy but plain man and could not bear the prospect. In accordance with the then prevailing etiquette, she did not broach the subject of suicide to the young man by word of mouth direct but conveyed the meaning in verse through the music of the Jew's-harp which is a national musical instrument of the Nakhi and much used in love-making. Accompanying her whispered words with the harp she made a long and plaintive recital in which she used all her power and charm to persuade her lover of the hopelessness of their position, out of which the only escape was through death. He was not at all keen to follow her into the grave and raised many objections to her plan, expressing them in suitable verse, again with the help of the Jew's-harp. But she was a persistent and possessive woman and finally she drove him to distraction with her promptings."


Il brano Jiul bbu jjiq diu acqua che cade nella coppa, eseguito da madame He Heng (all'età di 74 anni, registrato c/o la sua abitazione nella città di Dayan il giorno 11 Maggio 1992) con 2gue 3gueq a tre fasce di bambù,, una donna Naxi trasferitasi da Baoshan alla città di Dayan nel 1992.

Un altro strumento molto diffuso in diverse minoranze etniche regionali, molto utilizzato dai Naxi, è la foglia fresca: può essere utilizzata qualsiasi foglia fresca, di forma ellittica e dalle superfici lisce.

Vi sono diverse tecniche per suonare la foglia e dunque per impugnarla: può essere tenuta sopra il labbro superiore con il pollice e l'indice di entrambe le mani (Yang Houkun); l'abilità dei suonatori è evidente sia nel brano eseguito da Yang Houkun (54 anni) che si cimenta nella melodia popolare Salua bba xiuq bbaq i fiori sbocciano nel terzo mese (registrato, così come il brano successivo, nella sua abitazione, nella città di Dayan il giorno 24 Maggio 1992), sia nel dialogo fra amanti, sempre eseguito dal sign. Houkun.

Un ulteriore strumento ricavato dalle piante è il 2uo 3uo, letteralmente germoglio d'orzo (il Cinese è la sua traslitterazione ed è omofona wowo), ricavato dai teneri germogli di orzo nati durante il terzo ed il quarto mese lunare.

Lo strumento viene ricavato da un germoglio lungo inizialmente 7 - 8 cm che viene annodato in fondo: [...] this should be a suitably tender stem from new crop, and should have a knot at one end. The section just below the knot should be pinched between the outer edges ot the two hands and rolled back and forth so that barley stalk splits into multiple reeds about 3 cm long. Then, using the thumb and index finger of each hand to pinch either end of the stalk, the maker exerts pressure towards the centre, causing the reeds to bulge outwards. Finally, he or she (the player) blows put the inner membrane that has been fragmented by the rubbing process, and the wowo is ready for a trial blow. (Yang Zenglie 1995: 71)

Metà del germoglio così preparato, inclusa la terminazione con il nodo, viene inserita nella bocca e sostenuta dalle mani che, unite a "coppa", circondano la parte che fuoriesce; soffiando si provoca la vibrazione del germoglio e quindi la produzione del suono. Il timbro e la tonalità del suono prodotto variano a seconda della forza e della durata dell'aria immessa, dalla vicinanza delle mani, dalla vicinanza della lingua alla parte dello strumento inserita nella bocca.

Un buon suonatore di 2uo 3uo è capace di produrre una discreta varietà di note (Yang Zenglie 1995: 71), ed anche questo strumento, secondo la tradizione Naxi, è molto adatto alla primavera ed al corteggiamento.

Esso è menzionato in alcuni testi Dongba è anche stato citato in una coppia di poemi Han scritti da letterati Naxi:



The cornfields are green, the children charming,


The wind softly blows the willow branches.


Willow twigs are twisted into a girl's hat,


A barely pipe becomes a jasper flute.


(Niu Tao, 1970 - 1858, in Zhao Yintang 1985: 128,


and Yang Zenglie 1995: 68)



A wonderful sound issues from the barley flute;


Whoever plays it, an unreasoning passion develops.


Wondering, looking with shyness,


Making eyes with stealthy, sideways glances.


(He Gengji, 1864 - 1951, in Zhao Yintang 1985: 236,


and Yang Zenglie 1995: 70)











Conclusioni e considerazioni


Lungi dall'essere un lavoro conclusivo, questo articolo vuole introdurre e descrivere brevissimamente 2 degli aspetti più famosi della cultura Naxi, con il proposito di iniziare a discutere di un argomento vastissimo. L'eccellente lavoro di Helen Rees costituisce "la bibbia" per quanti desiderino addentrarsi nel vastissimo argomento della musica popolare Naxi, e per quanto riguarda il personale percorso di studi, costituisce un buon punto di partenza per un approfondimento necessario e sentito di molte nozioni sulla tradizione Dongba e Bon, senza la quali non è possibile tradurre alcuno scritto Dongba.

Ilsistema di traslitterazione e di ortografia fonetica utilizzato per la lingua Naxi Dongba segue lo standard accademico (Pinson T., 1998: XX) ed IPA riassumibile dalla seguente tabella.

































Tono#PitchLettera
Alto piano155l
Medio233
Basso discendente321q
Basso ascendente413f

Nuovamente desidero ringraziare Mr. Antony Smith, Business Director della Nimbus Record L.T.D. www.wyastone.co.uk e Madame Rees Helen per la gentilezza e la collaborazione che ha permesso la realizzazione di questo articolo, 太谢谢你们.

Bibliografia

La bibliografia consultata per la redazione di questo articolo è vastissima. Potrebbe da sola costituire studio, organizzazione e pubblicazione in momenti successivi di Chabuduo. Di seguito le fonti più importanti...

Ge Agan 戈阿幹.

1992. Dongba Shenxi yu Dongba Wupu 东巴神系舆东巴舞譜 - "Annotazioni sul Pantheon e sulla danza Dongba". Kunming


Goullart Peter

1957. "Forgotten Kingdom". London: Readers Union/John Murray


Kou Bangping 寇邦平

1984. Naxizu yinyue gaishu 納西族音樂概述 - "Analisi della musica Naxi", in Minzu Yinyue 民族音樂 n. 4 pp. 16 - 28


1986. Naxizu de minjian yinyue 納西族的民間音樂 - "La musica folcloristica dei Naxi", in Zhongguo Yinyue 中國音樂 n. 22 pp. 71 - 73, 18


Rock Joseph F.

1939: "The romance of K'a Mä Gyu Mi Ghky: a Na-khi Tribal Love Story Translated from Na-khi Pictographic Manuscripts" in Bullettin de l'École Française d-Extrême Orient XXXIX.1: pp. 1 - 155


Sangde Nuowa 桑德諾瓦.

1993.Naxizu Dongba changqiang de xuanlü fengge ji fendei 納西族東巴唱腔的旋事風格及分類 - "Gli stili melodici e le categorie delle melodie dei canti Naxi Dongba". Zhongyang Yinyue Xueyuan Xuebao 中央音樂學院學報 - giornale del conservatorio centrale di musica n. 52: pp. 70 - 74


1995.Dongba yishi yinyue de ruogan diaocha yu yanjiu 東巴儀式音樂的若干調查與研究 - "Investigazione e ricerca nella musica cerimoniale Dongba". Zhongguo Yinyuexue 中國音樂學 - musicologia in Cina n. 41: pp. 29 - 43


Rees Helen

2000. "Echoes of History. Naxi Music in Modern China". Oxford University Press


Yang Zenglie 楊曾烈.

1993. Dongba Yinyue 東巴音樂 - "La musica Dongba". Lijiang Wenshi Ziliao 麗江文史資料 - archivio culturale e storico di Lijiang n. 9 pp 104 - 108


1995. A barely Pipe becomes a Jasper flute: the Naxi Folk Instrument "Wowo". Traduzione in Inglese di Helen Rees. Chime 8: pp. 67 - 75, versione integrata di Naxizu yiguan duohuang yueqi wowo qianshi 納西族一貫多簧樂器`窩窩` 淺試 - " 'Wowo': uno strumento Naxi con un flauto e canne multiple", in Minzu Yinyue Lunji 民族音樂論集 edito da Yang Fang e Wu Xueyuan 楊放和吳學源 Kunming, 1991. Pp. 256 - 264



Stefano Zamblera


羞龍 Xiu Long


lunedì 13 agosto 2007

Bolgheri

Un piccolo paesino tenuto davvero come un chicco!!!
Un gioiellino di borgo!!!
Il viale dei Cipressi con cui poi si arriva a Bolgheri e' stupendo, con le sue onde ed i suoi margini verdi...; una bellissima giornata passata a girellare
Fortuna poi che non fosse invasa dai turisti...
per chi e' in cerca di un po' di pace, che pace la pace!!!

lunedì 6 agosto 2007

I fiori della mia mamma...

Questa pagina e' dedicata alla mia mamma!!!

Lei è bravissima a coltivare i fiori, e sul mio terrazzo ogni volta che torno a casa mi rappacifico e mi incanto a guardare l'amore prendere vita e colorarsi variopinto...

lunedì 23 luglio 2007

La Maddalena, Luglio 2007

Finalmente una Domenica mattina più libera (grazie all'ora legale) per mettere mano al sito e per l'upload delle gallerie su La Maddalena,,, una vacanza splendida.

Quest'anno il tempo ed il vento soprattutto sono stati piu' clementi e ci hanno concesso 9 giorni di sole e di tranquillita' incredibile, proprio quello che cercavamo dopo un anno allucinane, passato tra continue incaXXature ed impegni mal-ripagati...

mercoledì 13 giugno 2007

U.S.S. NAVY DD445 "Fletcher"

U.S.S. NAVY DD445 "Fletcher"

 

Ho realizzato questo modello del Fletcher, anche in questo caso, basandomi ed ispirandomi al bellissimo articolo di Model Time® n° X del 2002.

La scatola di montaggio della Tamiyia, in scala 1/350, è praticamente perfetta, davvero di qualità ottima, dagli stampi molto dettagliati, senza sbavature eccessive e la plastica è risultata lavorabilissima e duttile sia alle stuccature che alla lavorazione dei dettagli (trapanature, limature, ecc...)

Questo insieme di eccellenze, unito all'ottimoa rticolo di Modeltime, nonchè ad una buona documentazione storica ed iconografica della Fletcher mi ha permesso di dedicarmi al superdettaglio.

Ho poi concluso il lavoro autocostruendo un piedistallo fatto da una basetta in legno e due colonnine, sulle quali ho posizionato il modello.

Storia e profilo (in Inglese) - Modello

 

 

 

domenica 3 giugno 2007

2, 3 Giugno 2007 - Firenze: nazionali di Taolu

Sabato 2 e Domenica 3 Giugno si sono svolti i Campionati nazionali di Taolu F.I.Wu.K. durante i quali i nostri ragazzi ed i nostri bambini si sono fatti stravalere, vincendo il I premio per i cadetti e molte, molte, molte medaglie per gli altri più grandicelli. Guarda le foto pg. 1 e pg. 2

venerdì 1 giugno 2007

Il Maestro Lucas Christopoulos

Lucas Christopoulos è un personaggio da leggenda metropolitana. Nato in Svizzera da padre greco e madre svizzera, a 16 anni decise di partire per la Cina per apprendere le arti marziali e la filosofia classica.



Iscrittosi al corso di laurea quadriennale della Facoltà di Wushu dell'Istituto per l'Educazione Fisica di Pechino, completò gli studi con una tesi di ricerca sulle arti marziali nell'antica Grecia. Nel 1993 conobbe Zhang Zhicheng, 7° generazione del Tongbeiquan della famiglia Qi, col quale studiò per anni l'arte del pugilato giungendone a una conoscenza completa e venendo iscritto negli albi genealogici della scuola come 8a generazione, nonché unico allievo occidentale. Al termine del tirocinio il maestro gli affidò, come vuole la tradizione, una copia del manoscritto segreto della scuola (qijia tongbei quanpu).Nella lontana provincia del Gansu divenne allievo del famoso maestro Huang Baoshan (1907-1998), un tesoro vivente del wushu, dal quale apprese stili tradizionali come shaolin luohaquan, erlu hongquan, zuibaxianquan.

Quando Huang Baoshan morì nel 1998, incurante della scomodità del viaggio, partecipò al suo funerale ove conobbe ex allievi e compagni del maestro che arricchirono la sua formazione con le eccellenti tecniche di bastone del Gansu: "bastone dell'ubriaco" (zuigun), "bastone del vecchio che guarda il campo" (laohan kantian gun), "bastone delle 4 porte" (simengun).
Udito che nel Gansu esisteva un monastero taoista ove ancora si praticavano arti occulte, decise di recarvisi.

Lucas Christopoulos è un personaggio da leggenda metropolitana. Nato in Svizzera da padre greco e madre svizzera, a 16 anni decise di partire per la Cina per apprendere le arti marziali e la filosofia classica.
Iscrittosi al corso di laurea quadriennale della Facoltà di Wushu dell’Istituto per l’Educazione Fisica di Pechino, completò gli studi con una tesi di ricerca sulle arti marziali nell’antica Grecia. Nel 1993 conobbe Zhang Zhicheng, 7° generazione del Tongbeiquan della famiglia Qi, col quale studiò per anni l’arte del pugilato giungendone a una conoscenza completa e venendo iscritto negli albi genealogici della scuola come 8a generazione, nonché unico allievo occidentale. Al termine del tirocinio il maestro gli affidò, come vuole la tradizione, una copia del manoscritto segreto della scuola (qijia tongbei quanpu).
















Nella lontana provincia del Gansu divenne allievo del famoso maestro Huang Baoshan (1907-1998), un tesoro vivente del wushu, dal quale apprese stili tradizionali come shaolin luohaquan, erlu hongquan, zuibaxianquan.


Quando Huang Baoshan morì nel 1998, incurante della scomodità del viaggio, partecipò al suo funerale ove conobbe ex allievi e compagni del maestro che arricchirono la sua formazione con le eccellenti tecniche di bastone del Gansu: “bastone dell’ubriaco” (zuigun), “bastone del vecchio che guarda il campo” (laohan kantian gun), “bastone delle 4 porte” (simengun).
Udito che nel Gansu esisteva un monastero taoista ove ancora si praticavano arti occulte, decise di recarvisi. Qui scoprì che i monaci appartenevano alla setta della “foresta dei demoni” (guilin daopai), ancor viva in soli due luoghi in Cina, e si tramandavano i classici dell’antica strategia militare, tecniche di spionaggio, pratiche magiche ed esorcistiche.


In otto anni di permanenza in Cina, e nei suoi continui lunghi viaggi di studio, Christopoulos ha conosciuto vari famosi maestri del wushu tradizionale e studiato diverse tecniche; da un maestro di Cangzhou ha appreso anche il fengmogun (bastone del demone pazzo) e quindi è oggi depositario delle 4 tecniche di bastone più famose della Cina: shaolingun, fenngmogun, zuigun, simengun.




Rientrato a Losanna – sua città natale – è stato invitato ad insegnare presso l’Università dello Sport e ha iniziato a dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento.




Di grande interesse storico le sue ricerche sull’influenza della cultura e delle scienze ellenistiche in Asia e gli scambi tra Cina e Occidente in ambito filosofico, culturale e marziale. Nel 2001 ha iniziato una proficua collaborazione con l’Istituto Wushu città di Firenze che lo ha invitato in Italia a tenere seminari periodici di Shaolin Zhouquantui e Shaolingun per far conoscere al pubblico occidentale l’efficacia di queste tecniche antiche fortunatamente non ancora inquinate dal moderno “Shaolin tradizionale” e non richiedenti costumini gialli, gambaletti grigi e scarpette feiyue per essere apprese.


Articolo tratto da: http://www.xiulong.it/puristipercaso


di Fabio Smolari


giovedì 31 maggio 2007

天坛公园 - Tian Tan Gongyuan

Il Tempio del Cielo, costruito nel 1420, costituiva la sede dei sacrifici al cielo e alla terra degli imperatori delle due dinastie Ming e Qing (1368-1911).




Posto a Pechino a sud della Città Proibita, ha una superficie quattro volte maggiore a questa, la parete di cinta sud è rettilinea, a simbolo della terra, mentre quella nord è semicircolare, a simbolo del cielo, una struttura derivante dall'antica concezione cinese del "cielo rotondo e terra quadrata". Il complesso si suddivide in esterno ed interno, gli edifici principali si trovano lungo l'asse sud-nord, nell'ordine s-incontrano l'Altare circolare, il Tempio del Dio dell'universo e il Tempio della preghiera per il buon raccolto.

L'Altare del cielo è una piattaforma circolare di tre piani, ognuno dei quali circondato da una balaustrata in pietra, che costituiva la zona centrale dei sacrifici imperiali al cielo.

Estremamente complessi, questi si tenevano in generale prima dell'alba del solstizio d'inverno (verso il 22 dicembre del calendario lunare), ed erano presieduti dall'imperatore. Per l'occasione venivano appese grandi lanterne rosse davanti all'altare, con all'interno candele alte più di un metro. A sud-est dell'altare si trova una serie di speciali bracieri, che servivano a bruciare gli animali e le giade e sete offerti in sacrificio: nel corso della cerimonia, il fumo profumato si diffondeva fra il rullo dei tamburi, con un'atmosfera severa e maestosa. Il Tempio del Dio dell'universo, posto a nord dell'altare, è un piccolo edificio circolare ad un piano che normalmente ospitava le tavolette rituali delle cerimonie di sacrificio, è circondato da un muro rotondo, il famoso Muro dell'eco, una struttura straordinaria in quanto se si parla a bassa voce ad una delle estremità, all'altro capo si può udire chiaramente.

Altro edificio sacrificale è il Tempio della preghiera per il buon raccolto, una grande struttura circolare a tre cornicioni eretta su una terrazza circolare a tre piani: dal nome si capisce subito che qui l'imperatore pregava per il buon raccolto estivo, di conseguenza l'edificio ha rapporto con la cultura agricola, ad esempio le quattro colonne interne più alte si dice rappresentino la primavera, l'estate, l'autunno e l'inverno.

Gli antichi cinesi suddividevano il giorno in 12 periodi, per cui le 12 colonne che sostengono il primo cornicione rappresentano i 12 periodi, mentre le 12 colonne mediane indicano i 12 mesi dell'anno, per un totale di 24 colonne, simbolo dei 24 periodi del calendario lunare.

A parte l'Altare del cielo e il Tempio della preghiera per il buon raccolto, gli edifici principali del complesso, all'interno della porta ovest si trovano ancora il cortile della musica sacra e le stalle degli animali sacrificali: il primo ospitava i musicisti e nel secondo erano allevati gli animali da sacrificare.

Nella costruzione del Tempio del Cielo, gli antichi maestri artigiani hanno dato prova di un'abilità impareggiabile, con enormi risultati ad esempio dal punto di vista dei colori degli edifici. Gli edifici imperiali utilizzano per lo più tegole di maiolica gialla, simbolo del potere imperiale, invece negli edifici del Tempio del Cielo gli artigiani hanno utilizzato tegole del colore del cielo, ossia blu, come colore principale, che ricoprono il colmo del Muro dell'eco, i tetti del Tempio del Dio dell'universo e del Tempio della preghiera per il buon raccolto, di due edifici secondari e della porta d'ingresso.

Nel 1998 il Tempio del Cielo è stato inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Mondiale, la Commissione del Patrimonio Culturale Mondiale si espresse in merito con queste parole: "Come il maggiore antico complesso sacrificale rimasto in Cina, il Tempio del Cielo è famoso nel mondo per la sua rigorosa pianificazione, speciale struttura architettonica e meravigliosa decorazione, per cui non solo occupa un'importante posizione nella storia dell'architettura cinese, ma costituisce anche un prezioso patrimonio dell'arte architettonica mondiale".

Nel Parco del Tempio del Cielo vivono oltre 60 mila cipressi, tra cui 3.600 hanno una storia centenaria, che si trovano principalmente attorno al Tempio della Preghiera per il Buon Raccolto, all'Altare Circolare e alla Volta Celeste Imperiale, ma ce ne sono anche numerosi a nord-ovest e nella parte settentrionale dell'esterno del Parco del Tempio del Cielo. Questi cipressi verdi fanno risaltare gli edifici divini, creando un'atmosfera solenne e riverente. L'ex-Segretario di Stato americano Kissinger che visitò 12 volte il Tempio del Cielo, esclamò davanti alla distesa di cipressi: "Per gli Stati Uniti, grazie alle tecnologie scientifiche, non comporta nessuna difficoltà costruire edifici stupendi come quelli del Tempio del Cielo, ma questi antichi cipressi centenari non hanno uguali."

Il Cipresso Guibai è stato piantato durante il regno dell'imperatore Jia Jing della dinastia Ming, ed ha un'età di circa 500 anni. L'albero è alto circa 10 metri, è frondoso, sulla superficie del suo tronco vi sono numerose fenditure che con il trascorrere del tempo hanno assunto una forma a spirale tanto da sembrare nove dragoni attorcigliati al tronco dell'albero. Inoltre, nel Tempio del Cielo ci sono anche il Cipresso delle Richieste al Cielo, il Cipresso del Benvenuto, il Cipresso abbracciato all' Acacia e ed altri ancora.

Nel Tempio del Cielo ci sono numerosi alberi antichi dalle forme strane e svariate, molti di questi alberi antichi furono piantati da importanti esponenti politici. Il 5 aprile 1917, l'allora Presidente della Repubblica Cinese, Li Yuanhong, alla guida di molti deputati del governo del tempo, piantò centinaia di cipressi nella parte orientale del Padiglione dell'Astinenza.

Lo stesso giorno, 44 anni dopo, il neozelandese Vilcocks interrò 3 abeti nel Giardino dei Cento Fiori, diventando il primo amico straniero a piantare alberi nel Tempio del Cielo. In seguito, molti altri amici internazionali si sono recati qui per piantare gli alberi, tra cui importanti esponenti politici, personalità di organizzazioni popolari e altri amici stranieri: nonostante le differenti specie di piante, vengono chiamati tutti "Alberi dell'Amicizia".

Il 12 marzo 1985, Deng Xiaoping e alcuni altri tra i principali dirigenti di Stato di allora piantarono un gruppo di cipressi sul lato meridionale della porta orientale del Tempio del Cielo, il Segretario Generale del PCC, Hu Yaobang, propose sul posto che la prima domenica di aprile di ogni anno fosse fissata la giornata dell'imboschimento volontario per tutti cittadini di Pechino. In occasione della seconda ricorrenza della Giornata dell'imboschimento volontario, Deng Xiaoping ed altri dirigenti politici cinesi si recarono di nuovo qui, e piantarono personalmente parecchie decine di pini. Nell'aprile del 1997 e del 1999 l'ex Presidente cinese Jiang Zemin interrò vari cipressi e ginepri cinesi.

Nel Parco del Tempio del Cielo si trova anche il Giardino dei Cento Fiori, che ha una superficie di 30.000 metri quadrati, in cui si trovano piante e fiori comunemente conosciuti come peonie e l'acacia cinese ed altre specie di piante rare.

I sentieri del giardino sono stati tracciati a forma dell'ideogramma cinese "mi".

Ci sono numerose aiuole, prati e piante ornamentali.

Con le sue piante frondose ed i suoi fiori variopinti, questo luogo è uno degli scenari più incantevoli del parco del tempio del Cielo.

Quando nel gennaio del 1976 il Primo Ministro cinese si spense, i dipendenti del Parco del Tempio del Cielo piantarono qui un pino per esprimere il loro cordoglio e onorare la sua memoria, e quest'albero fu chiamato "l'albero della memoria del Primo Ministro Zhou". Attualmente è stato eretto un muretto che lo circonda con incastonate delle pietre del lago Taihu.

Ad est del Giardino dei Cento Fiori si trova il Giardino delle Rose cinesi, dove sono state piantate 4.000 rose cinesi di più di 100 varietà,. Al centro del giardino si trova una grande aiuola di fiori quadrata alla quale si accede salendo dai gradini che si trovano su ogni suo lato, ed al suo centro si trova conca a forma circolare attorno alla quale crescono rose cinesi bellissime dai colori variopinti. A nord del giardino sono piantati Lilla, Forsizie ed altre specie di piante, che creano uno scenario incantevole.

二凛凛五年, 九月二号

在天坛公园,北京

Entrare...

Da XiMen...ho i brividi sulla pelle



[caption id="attachment_25100" align="aligncenter" width="455" caption="天坛公园西门"][/caption]

E uno schizzo al cuore, come quando ho paura di cadere

La realtà è confusa all'alba da un'aria umida, opaca...

E un orizzonte infinito tra alberi e piante

E nuvole

E il sole

E la mia pelle s'accappona e mi viene il vuoto nella pancia, come quando ho paura di brutto

E conosco questa sensazione, già tante volte l'ho provata...

I brividi...il sole mi scalda così tanto da farmi venire i brividi

In Italia i muri della mia palestra a volte mi schiacciano

Si chiudono

Perché c'è troppa pressione...

Perché mi accorgo che molte cose che potrebbero andare non vanno...

Sono confuso...i miei passi proseguono...reagiscono

È una caccia

A me stesso...

A quello che provo e per chi...

È un brivido che parte dal mio cuore e vola via a migliaia di Km lontano...

da chi mi è amica e non di più...da chi amo e non di -

Qui tutto si sta compiendo...

Gli allenamenti...

Mai avrei pensato di riuscire a fare tutto questo in soli 2 mesi...

Ed il ritorno in Italia, come sarà???

Mi sento così diverso, così cambiato...così strano e con idee chiare...

Ho anche paura!!!

Paura di vederla...

Paura di riprovare

lo schizzo al cuore che mi prende ogni volta che la incrocio

Forse...forse...

Non devo tornare...

Forse non voglio tornare

Non voglio nemmeno non tornare...sono diviso in 2: voglio più di ogni altra cosa rivedere Claudia, e voglio più di ogni altra cosa non vederla più!!!

PERCHE' NON RIESCO...

NON RIESCO AD IMMAGINARMI LA MI' VITA SENZA DI LEI

E quindi voglio tornare.

ORA!!!

DA LEI!!!

ma...

...

ma...

non torno da lei...

perché NON VUOLE ME!!!

E quindi...

Cosa mi rimane se non camminare...

Da Ovest a Est, per questi viali, fra i cinesi

IO

Unico Italiano a quest'ora...

Seguo...

Le orme invisibili di Fabio, di Riccardo...attraverso

Attraverso...

TianTan



[caption id="attachment_25101" align="aligncenter" width="450" caption="在天坛公园日出"][/caption]

ed in quest'aria profumata e rosa e viola il suono della tua voce mi culla dolce, dentro di me...e anche se sei così distante da me, anche se non sei con me, te sei nel mio cuore...

e tutto parla di te, ed io parlo di te a tutto

Gli alberi, piccoli e grandi...sanno che in Italia,a Firenze, c'è una bimba che è forte come le loro radici...che è dolce come la loro ombra...ed ai fiori che profumano l'aria racconto che dei giorni, mentre mi alleno in palestra, capisco che Clau arriva anche se non la vedo perchè sento il profumo che ha sulle felpe e sui capelli

Il vento, un regalo di Dio, perché ci salva dal caldo altrimenti tremendo...

Il vento è mio amico ed accarezza la mia pelle e le mie ciglia...ed io ne respiro l'aria...e gli chiedo per favore di andare fino a Firenze e di accarezzare piano piano anche la tua testa e le tue mani...ed i tuoi capelli

Questo posto

Questo parco







È meraviglioso, ed è la mia WuShu Guan più importante di Beijing

Qui ho potuto studiare 武当剑,吴式太极拳,吴式太极剑...studio 3 cose che nessuno dove torno consce...nessuno dove torno conosce perché non le ha studiate qui, in questo modo, in questa dimensione naturale.

Credo in Dio

Qui non puoi non crederci...

Qui vivo la sua grandezza...

Dio è un artista

Qui vedo i suoi quadri e le sue sculture...io

Io...

Chi sono???

Sono come questa piccola formica...

Sono un piccolo bruscolo che piano piano va da Ovest a Est...che va verso il sole rosa ed arancione che gioca fra i rami e le nuvole viola...





Sono una vita che scorre in un fiume di verde e di rosso, di giallo e ancora rosso...e rosa...mentre il mio cuore batte ci sono tantissimi cuori che pulsano e che mi danno vita, mi danno amore.

Mi sento una spugna nell'acqua...la mia pelle non è una barriera

Ho i brividi da tanto che qui è bello

E poi...

E poi...io nel cuore cosa sento???

Sento caldo

E tremare E sento bianco e blu

Sento piccoli piccoli scossoni ed un abbraccio dolce...come se ci fosse un caledoscopio che tutto rifrange e riflette

Sento come una cascata di acqua e note piccole piccole mentre penso che:

Clau dorme...

Dorme da poco...

era dolce quando dormiva

Lei con me è sempre dolce, anche quando mi avrebbe dovuto stroncare

...

41 movimenti su 64...吴剑...anche questa...se la imparo

Penso...

Questo anno...

Lavoro questo stile...

Potrebbe essere il mio...potrebbe davvero...non è un caso aver incontrato lei...

non è mai un caso niente.

Di questo che scrivo...

È quello che sono, quello che è nel mio cuore

Voglio che 2 persone leggano: Claudia e Ale

Rimango sulla mai strada, sulla mia linea

‘fanculo a chi mi farà il processo, si può biasimare il leone perché mangia la gazzella???

Da Ovest a Est, da Xi Men a Dong Men

Sono libero

Faccio

Penso

Amo

Tu leggerai questa pagina Clau???

Leggerai quelle dopo?? Avrai letto quelle prima??

E tu Ale???

Venire in Cina...

Un'esperienza che non posso descrivere...

Venirci innamorato di te Claudia...

Venirci senza di te Ale...

È anche così triste

Alcune cose che vorrei che voi aveste vissuto...

Polvere

E acqua

Sono andate via...

e non riesco a darvele, a metterle su questi fogli.

Cambierai mai Clau quello che provi per me???

E cambierà mai quello che provo per te???

Molte cose sono cambiate, ma tu...

tu m'incanti sempre, da sempre...

ed io..

io, cosa posso fare se non dirti che ti amo?

Perché ti voglio bene è un briciolino di meno...un briciolino grande come un pianeta...io sono innamorato di te

E cammino...

Da Ovest a Est

E ti penso, mentre Dio, o Buddha, o chissà chi dipinge cose meravigliose e mi sento in pace, libero, innamorato di te.

Quando tornerò tu che farai???

A volte il mio cuore si spacca

Ma io ho una colla...non finisce mai...non so perché...quindi che si spacchi pure

Perché...

Ti prometto che non ti dico più cosa provo per te...cioè...riprometto di mentirti???

Di girare quando voglio andare dritto???

Mi manchi tanto Claudia



Mi manchi tanto Ale

Perché ti amo Claudia

Perché sei come un fratello per me Ale

Se adesso morissi...

E non esprimessi...non rendessi al mio amico vento questo che ho nel mio cuore...perché piano piano si sollevi oltre tutto...

Oltre questa città...

Oltre le montagne dello Si Chuan...



[caption id="attachment_25105" align="aligncenter" width="452" caption="九寨沟"][/caption]



Oltre quelle tonde e verdi dello Yun Nan...

[caption id="attachment_25106" align="aligncenter" width="456" caption="云南珠海"][/caption]

E giocasse fra le nuvole...

Bianche, rosa, rosse...le ho viste anche verdi e quasi gialle...

Ed arrivasse a sfiorarti la bocca ed il naso Clau...

E ti abbracciasse piano Ale...

Questo sono ora...

Una piccola vita che da Ovest scivola ad Est, mentre ti amo Clau, mentre sei mio fratello Ale.

La parte introduttiva a Tian Tan è tratta da

* China Radio International

http://italian.cri.cn/chinaabc/chapter22/chapter220113.htm

e http://italian.cri.cn/441/2006/11/09/43@69137.htm

* Tuttocina: http://www.tuttocina.it/Cina-tour/Beijing/tiantan.htm

Articolo a cura di 羞龍 Xiu Long

lunedì 28 maggio 2007

Premiazione atleti di livello nazionale e regionale C.O.N.I.

 

29 Maggio 2007 - Firenze: teatro Saschall, premiazione atleti di livello nazionale e regionale indetta dal C.O.N.I.

Il C.O.N.I., di cui la F.I.Wu.K. e' federazione associata, ha indetto una giornata dipremiazione dedicata a tutti gli atleti d'interesse nazionale e regionale,,,ed ha organizzato una festa al teatro Saschalldurante la quale Clau e Niccolo' hanno eseguito una breve esibizione per mostrare che cosa sia ed in che cosa consista il Wushu!!! Noi altri siamo andati ed abbiamo passato un pomeriggio a scattare foto ed a ridere...


sabato 14 aprile 2007

15 Aprile 2007 - Rimini: campionato Nazionale di Taiji e sitli interni


Le mie ultime gare di Taiji??? Per quanto riguarda l'anno prossimo di sicuro!!!

Un abbraccio e tantissimi saluti all'amico Gibbo un bacino alla sua splendida bimba, un salutone a suo fratello Lore ed alla bravissima Huihui...

Gibbo ti aspettiamo a Firenze (^..^)


Questa volta i campionati nazionali F.I.Wu.K. di Taiji e Stili Interni si sono svolti a Rimini, nel bel palazzetto dove gia' andammo nel 2003 per le stesse competizioni.

Le gare sono state interessanti, ed è sempre un gran piacere incontrare amici lontani, che durante l'anno non c'è mai verso di rivedere e con cui scambiare qualche opinione sul Taiji e sulla pratica del Wushu guardandosi negli occhi.

Oltre ad un arbitraggio veramente incredibile, e mi chiedo: ma che cosa votano gli arbitri? Non capisco..., e perchè non ci viene detto che cosa deve essere fatto e come deve essere fatto? Così potremmo capire, e chi avesse voglia potrebbe lavorare migliorando le proprie carenze, ed esaltare le proprie doti!

Comunque, giudizi a parte che sono insindacabili (altrimenti quale è il senso di venire ad una gara se si mette in dubbio il giudizio dato???) questo e' stato anche l'anno dell'ignoranza, nel senso che alcune persone si sono sentite ignorare, dato che mentre alcuni atleti eseguivano la propria forma gli arbitri, con la testa voltata dal tappeto di gara, discutevano...

Guarda le foto pg.1 e pg.2

martedì 3 aprile 2007

吴氏太极拳 - Il Taijiquan secondo il metodo della famiglia Wu

Il Taijiquan secondo il metodo della famiglia 吳 Wu di Wu Quanyou (Wu Ch'uan-yü) e di Wu Jianquan (Wu Chien-ch'üan) è oggi il 2° tra i più popolari degli stili di Taiji Quan (il primo risulta essere lo stile Yang).

Lo stile Wu è in occidente confuso spesso con il metodo武 Wu fondato da Wu Yu-hsiang, sebbene per questi due nomi i caratteri cinesi siano completamente differenti e la loro pronuncia sia diversa, tuttavia la loro romanizzazione (Pin Yin) risulta identica.

吳鑑泉 Wu Jianquan (Wu Chien-ch'üan, 1870-1942) il figlio di Wu Ch'uan-yü, i nipoti di quest'ultimo 吳公儀Wu Gongyi (Wu Kung-i, 1900-1970), 吳公藻Wu Gongzao (Wu Kung-tsao, 1902-1983) e吳英華Wu Yinghua (Wu Ying-hua, 1906-1996) furono grandi maestri di Wushu, famosi e rinnomati per la loro abilità; tra essi, tuttavia, Wu Jianquan divenne il maestro più famoso della sua famiglia, ed è considerato il fondatore del metodo Wu.

Insegnò ad un gandissimo numero di allievi, e la sua personalizzazione dei metodi rifinì e distinse marcatamente il suo stile da quello Yang.

Nel 1928 si strasferì con la sua famiglia da Beijing a Shanghai, dove era stata fondata da suo padre ed alcuni studenti una scuola di Wushu importantissima conosciuta come il Quartier Generale settentrionale dello stile Wu, nel 1936 fondò la鑑泉太極拳社Chien-ch'uan Taiji Quan Association di cui egli fù il direttore, mentre Ma Yuch Liang il vicedirettore.

Successivamente, nel 1948, Wu Kung-i insistette per trasferirsi presso il Quartier Generale dell'Associazione Wu ad Hong Kong, mentre la sorella più giovane Wu Yin Hua e suo marito馬岳樑Ma Yueliang (Ma Yueh-liang, 1901-1999) rimasero a Shanghai per poter amministrare direttamente la vecchia sede e gli affari intrapresi in loco.

[caption id="attachment_25088" align="alignleft" width="182" caption="Ma Yueliang and Wu Inghua - from http://wutaiji.com.ua/masters-en.php"]Ma Yueliang and Wu Inghua - from http://wutaiji.com.ua/masters-en.php[/caption]

Dal 1983 fino alla sua morte, nel 1996, Wu Yinghua fù però l'insegnante del sistema Wu più qualificato di tutta la famiglia, ed i suoi figli perseverarono nella pratica e nell'insegnamento, ed amministrarono le scuole diffusasi in Europa e la vecchia sede originaria di Shanghai.

Il figlio di Wu Kung-i, 吳大揆Wu Dagui (Wu Ta-kuei , 1923-1970) fù un attivista nella resistenza contro l'invasione della Cina da parte dei giapponesi. Malgrado questo trascorso dopo la guerra egli insegnò il Taiji proprio in Giappone. Suo fratello più giovane, 吳大齊Wu Daqi (Wu Ta-ch'i, 1926-1993), ebbe la direzione e la supervisione delle scuole di famiglia ad Hong Kong, nell'Asia sud-occidentale, ed aprì la prima scuola di Taiji in Occidente a Tornonto, Canada, nel 1974.

La figlia di Wu Kung-i, 吳雁霞Wu Yanxia (Wu Yan-hsia, 1930-2001), fù rinnomata maestra di 太极剑Taiji Jian (la spada del Taiji), mentre suo cugino吳大新Wu Daxin (Wu Ta-hsin, 1933-2005), si specializzò nell'uso delle armi, e fù particolarmente famoso per la sua abilità nel 太极刀 Taiji Dao (Sciabola del Taiji).

Lo stile Wu è caratterizzato da alcune particolarità: il peculiare metodo di allenamento del Tui SHou (diverso dal Chen e dallo Yang), la pratica delle armi, la forma del passo nell'esecuzione delle posizioni ( accentuazione ed esasperazione del parallelismo dei piedi, vicinanza degli stessi nel Ma Bu) la forma del palmo e le caratteristiche tecniche di mano, ecc...

La pratica marziale dello stile Wu si focalizza inoltre sull'abilità di afferrare, intrappolare, proiettare, e sulle tecniche di lotta quali anche le cadute, tecniche saltate, spazzate, leve articolari, rotture e bloccaggi.


Sebbene storicamente derivato dallo stile Yang, il metodo della famiglia Wu appare nella pratica del Tui Shou vicino allo stile Chen, e comunque è esteticamente inconfondibile, e condivide alcune caratteristiche dello stile Sun: il patrimonio marziale tanto dello stile Wu quanto dello stile Sun nacque e si sviluppò anche grazie alla collaborazione ed alla stretta frequentazione tra Wu Chien Ch'uan e Sun Lu Tang.

Durante l'esecuzione della forma, altra caratteristica essenziale e palese dello stile Wu è l'accentuazione della ricerca e della pratica della "separazione tra Ying e Yang", applicata nell'esecuzione delle posture caricando il 100% del peso del corpo su una gamba, realizzando così posizioni che mantengono la colonna vertebrale e la gamba posteriore in linea retta, e concretizzando la separazione Ying Yang con una netta differenza tra gamba "piena" caricata del 100% del peso corporeo, e gamba "vuota" libera dal carico corporeo. Tutti gli stili di Taiji realizzano e praticano lo stesso concetto, ma praticano l'allineamento della schiena in altro modo e solo occasionalmente in parallelo alla gamba posteriore, comunque non sistematicamente come nel metodo Wu.

Da Wikipedia.org, lista di istruttori per generazioni del Taiji Quan secondo il metodo Wu:

1st Generation

Wu Ch'uan-yü (Quanyou, 吳全佑, 1834-1902), who learned from Yang Lu-ch'an and Yang Pan-hou, was senior instructor of the family from 1870-1902.

2nd generation

His oldest son, Wu Chien-ch'üan (Wu Jianquan, 吳鑑泉, 1870-1942), was senior from 1902-1942.

3rd Generation

His oldest son, Wu Kung-i (Wu Gongyi, 吳公儀, 1900-1970) was senior from 1942-1970.

3rd Generation

Wu Kung-i's younger brother, Wu Kung-tsao (Wu Gongzao, 吳公藻, 1903-1983), was senior from 1970-1983.

Wu Kung-i's younger sister, Wu Ying-hua (Wu Yinghua, 吳英華, 1907-1997), was senior from 1983-1997.

4th Generation

Wu Kung-i's daughter , Wu Yan-hsia (Wu Yanxia, 吳雁霞, 1930-2001) was senior from 1997-2001.

Wu Kung-tsao's son, Wu Ta-hsin (Wu Daxin, 吳大新, 1933-2005), was senior from 2001-2005.

5th Generation

The current senior instructor of the Wu family is Wu Ta-kuei's son Wu Kuang-yu (Wu Guangyu, Eddie Wu, 吳光宇, born 1946).

Cenni bibliografici

Risorse online

* http://en.wikipedia.org/wiki/Wu_style_T%27ai_Chi_Ch%27uan

* http://www.wustyle.com International Wu Style Tai Chi Chuan Federation website

* http://www.wustyledetroit.com Detroit, Michigan Wu style website

* http://www.SanDiegoTaiChi.com/links.html SanDiegoTaiChi.com - Links to many Wu Style websites

* http://www.wutaichi.org EWTC European Association for Traditional Wu Tai Chi Chuan

Bibliografia

* Journal of Asian Martial Arts Volume 15, No. 1, 2006. Via Media Publishing, Erie Pennsylvania USA. ISSN 1057-8358





羞龍Xiu Long

sabato 24 marzo 2007

25 Marzo 2007, Campionato Regionale Wushu

Il 25 Marzo si sono tenuti i campionati regionali di Wushu F.I.Wu.K. 2007, che sono stati caratterizzati da 2 record: l'incredibile numero dei partecipanti e le interminabili ore ed ore di noiosissime attese...

Foto pg.1 e pg.2

 

 

martedì 27 febbraio 2007

九寨沟 - Jiu Zhai Gou


Le montagne dello Si Chuan sono belle, incredibilmente belle, indescrivibili!!!


Il tempo poi ha reso ancora più bello e particolare il paesaggio di JiuZhaiGou: pioggia, sole, nebbia e nuvole hanno creato dei giochi di luce così belli...
Mei mi racconta che c'è un detto, in Cina, che dice: chi non è stato a JiuZhaiGou non ha visto la Cina !!!


Ed effettivamente...è proprio un posto bellissimo!!! Lo stesso detto l'ho sentito praticamente per ogni posto che abbiamo visitato, Grande Muraglia compresa, ma JiuZhaiGou mi ha veramente colpito...


Mai vista una cosa così…mai vista


Bambini…che vendono bracciali buddisti


Una bambina così bella…gioca a nascondersi dalla mia foto…le compro delle piccole cose…non ti dimenticherò mai piccola


Quei laghi



Un lago detto “lo specchio”…non capisci…dove finisce il vero ed inizia il riflesso delle cose


Non capire


Non c’è niente da capire


Solo respirare


Bagnarsi in tutto ciò


Nel lago blu…grande, grandissimo…immobile e silenzioso…tutto questo???


Per un’anatra che nuota piano



Dio



Che bello


www.xiulong.it 2004年,中国日记 - diario Cina


羞龙Xiu Long

martedì 20 febbraio 2007

南拳 Nánquán - la boxe del Sud

Il termine 南拳Nánquán indica l'insieme di stili delle arti marziali cinesi che si sono originati e sviluppati a sud del fiume Yangtze, che conobbe una grande diffusione intorno al 1960.


Nánquán contemporaneo è uno stile moderno, creato durante la grande rivoluzione culturale, derivato da alcuni degli stili più diffusi della regione del Guangdong, del Guangxi, del Fujian e dello Zhejiang fuse ad alcuni aspetti dei metodi di famiglie tradizionali come Hong, Li, Liu, Mo e Cai.

Le caratteristiche peculiari e distintive del Nánquán consistono in movimenti e tecniche veloci, potenti, ferme e decise, con posizioni

statiche e spostamenti solidi e repentini ma allo steso tempo agili, e rispetto all'eleganza ed alla leziosità degli stili del Nord, esprime grande forza e vigore,

espresso anche attraverso urla, dettefasheng, che rappresenta o riproduce le caratteristiche di animali, e interpretabile come il predecessore del "kiai" caratteristico delle Arti Marziali nipponiche e coreane.

La forza dei movimenti deriva da posizioni ristrette e stabili in cui le rotazioni rapidissime della vita generano una serie di movimenti veloci, forti e repentine delle braccia predilette alle tecniche di gambe, al punto che in Cina è popolare il detto Bei Tui, Nan Quan (Calci al Nord e pugni al Sud). Il Nanquan è comunque caratterizzato nella sua pratica ed espressione da una ricca serie di fondamentali, gesti tecnici e gruppi di movimenti inconfondibili, sebbene

nelle forma da competizione libere attualmente si vada perdendo alcuni di questi aspetti per guadagnare nelle prestazioni atletiche e nell'estetica più fine ed aggraziata.